“L’uomo che si farà accalappiare da lei non avrà altro che guai.” (David Huxley)

Susan Vance: Oh, che peccato, si sono rotti: come mi dispiace!
David Huxley: Be’, non ha nessuna importanza: per fare tutte le scemenze che sto facendo, posso anche farle a occhi chiusi.
Susan Vance: Ecco… Comunque, gliel’ho detto: senza occhiali è molto più carino.
David Huxley: Sono solo molto più cieco.


David Huxley, tranquillo e impacciato paleontologo impegnato a ultimare la costruzione dello scheletro di un dinosauro apprende dalla sua assistente e futura sposa Alice del ritrovamento dell’osso che completerà l’enorme carcassa. Il matrimonio tra i due è imminente ma lei fa capire al compagno che la cosa più importante rimarrà il loro lavoro, inoltre il paleontologo deve contattare il legale di una ricca signora che vorrebbe donare un milione di dollari al museo di storia naturale. La monotonia che si prospetta nella vita di David verrà interrotta bruscamente da Susan Vance, giovane ereditiera strampalata, capace di combinare disastri a ripetizione pur di conquistare il paleontologo.

Capolavoro della screwball comedy degli anni ’30 (genere hollywoodiano in cui si mette in scena la battaglia dei sessi), Bringing Up Baby, uscito nel 1938, è un film divertente, frenetico, che fa ampio uso di gag slapstick (come la buccia di banana per intenderci), ma allo stesso tempo è ricco di dialoghi al limite del surreale, scritti meravigliosamente da Dudley Nichols e Hagar Wilde. Il “Baby” del titolo originale è il nome del cucciolo di leopardo con cui avranno a che fare David e Susan, uno dei tanti imprevisti che caratterizzano questa commedia diretta con abilità da Howard Hawks, conosciuto anche per aver firmato pietre miliari del genere noir e western.

La brillantezza del film oltre che dalla sceneggiatura è garantita anche da un cast di tutto rispetto. Imbranato, distratto, con indosso gli occhiali alla Harold Lloyd (celebre attore negli anni del muto), Cary Grant lascia per l’occasione i panni del sex symbol per entrare in quelli di un timido paleontologo immerso nel suo lavoro, cui gli si prospetta un matrimonio tutt’altro che entusiasmante ma che improvvisamente si ritrova a tu per tu con un ciclone di donna interpretato dalla splendida Katharine Hepburn. In una commedia dalle trovate assurde, dai personaggi bislacchi e schizzati (chi più chi meno), Grant dal ruolo di seduttore che gli compete passa a quello di sedotto, da cacciatore a preda quasi inerme, travolto dagli eventi che si susseguono rapidamente senza dargli tregua e che finiranno per travolgere la sua vita di coppia e il suo stesso lavoro. Tanto da far dire al suo personaggio che, verso la fine del film, si rivolge alla promessa sposa Alice: “dì una cosa qualsiasi e io l’ho fatta”. Forse non tutti gli uomini vorrebbero una donna come Susan (del resto David lo chiarisce subito: “Vede, Susan: non è che Lei non mi sia simpatica. Perché anzi, in certi momenti di calma sarei anche attratto da Lei. Se ci fossero, dei momenti di calma…), ma quanti desidererebbero l’algida Alice, dedita solo al lavoro e che vede nello scheletro di brontosauro il loro unico futuro figlio?

Oltre alla coppia di protagonisti, la commedia conta altri personaggi secondari particolari, dalla zia Elizabeth (May Robson) al suo amico, il maggiore Applegate (Charles Ruggles), dal nevrotico psichiatra Dr. Lehman (Fritz Feld) allo sceriffo (Walter Catlett), che si fa gabbare per ben due volte dall’intraprendente protagonista.

Susanna! è un film anche rivoluzionario nel suo genere per i canoni hollywoodiani, se pensiamo agli anni in qui è stato girato. Esemplare è il ruolo subalterno che viene assegnato all’uomo rispetto alla donna, nonché alcune sottili allusioni sessuali o determinate battute, come la pronuncia per la prima volta della parola “gay” in una produzione americana per fare riferimento all’omosessualità. Accade quando David, costretto a mettersi una vestaglia non avendo altri abiti, incontra la zia di Susan. Alla richiesta del perché fosse così abbigliato, egli risponde: “Because I just went gay all of a sudden!” (“perché sono diventato improvvisamente gay!“). Il termine però apparve solo nella versione originale in quanto il doppiaggio italiano trasformò la parola “gay” con “pazzo”.

A dispetto del successo di critica che incontra oggi, il film quando uscì nelle sale andò talmente male al botteghino che la RKO licenziò Howard Hawks. Tra l’altro la commedia di Hawks non venne assolutamente presa in considerazione dall’Academy, non ricevendo neanche una nomination agli Oscar, situazione in realtà molto comune ad altri film o registi di prima grandezza che sono stati per anni ignorati da premi e riconoscimenti. Lo stesso Hawks comunque provò a spiegare i motivi che inizialmente non fecero apprezzare appieno la pellicola, dicendo che in effetti, tra tutti i personaggi manca “la gente normale”. Certamente è vero che questa commedia hollywoodiana è assurda, dalla trama ai personaggi, ma non per questo meno godibile di altre più credibili o realistiche.

 

Titolo originale: Bringing Up Baby

Anno: 1938

Paese: USA

Durata: 102

Colore: B/N

Genere: Commedia

Regista: Howard Hawks

Cast: Katharine Hepburn; Cary Grant; Charles Ruggles; Walter Catlett; May Robson; Barry Fitzgerald.

Valutazione: 4 su 5 – Buono

Luca Paccusse

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