Ne Il posto delle fragole (Smultronstället) del 1957, il regista svedese Ingmar Bergman inserisce quattro sogni fatti dal protagonista del film, il professor Isak Borg (interpretato da  Victor Sjöström). Nel primo, che è un incubo, egli si trova in una città deserta in cui il silenzio è assordante. Dopo essere incappato in un manichino, ecco comparire un carro funebre da cui cade una bara che si apre. Al suo interno Isak riconosce sé stesso. Oltre alla bara, dall’ovvio significato, nel primo sogno è presente un altro simbolo, che rivedremo: l’orologio senza lancette, metafora del tempo a disposizione che è ormai finito.

 

 

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